Logopedia

 

La logopedia è una disciplina sanitaria incentrata sulla prevenzione, educazione e rieducazione della voce, del linguaggio (sia verbale che scritto) e della comunicazione.

Il  logopedista ha un profilo professionale che è definito nel D.M. 14 settembre 1994.
Il percorso formativo prevede un triennio universitario (laurea di primo livello) presso la facoltà di medicina e chirurgia all’interno di dipartimenti diversi (otorinolaringoiatria e foniatria, neuropsichiatria infantile, neurologia); e/o corsi di laurea specialistica.
Il logopedista si occupa di persone con disturbi foniatrici, neuropsicologici e neuro-comportamentali.

Nel caso specifico di bambino sordo si può dire che il logopedista interviene da quando questi ha 16 mesi sia che esso usi un ausilio protesico o meno; va precisato che, per avere un recupero, un bambino sordo necessita di una protesi, di seguire delle sedute logopediche, e di essere seguito dai genitori.

Un compito molto delicato del logopedista è d’instaurare un buon rapporto con i genitori, cercare di comprendere la causa delle loro reazioni, di appoggiarli, sostenerli, incoraggiarli e dimostrare di avere fiducia in loro. I colloqui tra genitori e terapista devono essere improntati sulla lealtà e sulla fiducia reciproca. Alla fine di ogni seduta il terapista esporrà il lavoro svolto ed indicherà su cosa lavorare a casa. Il logopedista dovrà essere sempre a disposizione dei genitori (finché necessario) per cercare di risolvere i problemi che si presenteranno nella fase del recupero.

È fondamentale che in questa opera di sostegno (dove se necessario può intervenire anche un supporto di un psicologo) si focalizzino determinati principi:

  • che il compito dei genitori è quello di collaborare costantemente al recupero del bambino;
  • far accettare (nel miglior modo possibile) il bambino e la sua sordità;
  • far comprendere che il bambino sordo è un bambino normale, intelligente, che può essere recuperato totalmente o quasi.

Le sedute e meglio iniziarle già prima di una protesizzazione e non devono essere vissute come una costrizione ma come un momento di gioco.

Nelle prime sedute vi sarà la presenza di un genitore che successivamente attenderà fuori dalla stanza.

Nelle sedute precedenti all’utilizzo della protesi le attività sono incentrate sullo sviluppo della coordinazione, della muscolatura della bocca e della soglia di attenzione del bambino.

Nelle sedute successive la terapista  aggiungerà gli obiettivi dei suoni, dei vocaboli, delle frasi dei discorsi propri all’ età del bimbo.

Le metologie di lavoro variano anche in conseguenza al tipo di protesi che viene applicata (protesi tradizionali o impianti).

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