Protesi e Impianti

 

Le pagine che seguono vogliono essere una panoramica sugli ausilli tecnologici che ad oggi si possono adottare per migliorare la qualià della vita dei sordi.

Al di là della scelta soggettiva, che può essere il solo segnato o lo stesso associato o no ad una protesizzazione, si sottolinea di come sia fondamentale porsi d’innanzi alla problematica della sordità,  seguendo poche ma fondamentali regole, che fanno la differenza nel percorso dell’ apprendimento della comunicazione ( nel caso di sordità alla nascita o precedente all’apprendimento verbale ) o della riabilitazione ( nei casi in cui il soggetto sordo abbia una memoria uditiva comprensiva dell uso verbale). Tali regole non sono di facile applicazione, ma l’amore che ci lega ai nostri cari può aiutarci nel perseguirle.

Ricordate comunque che in caso di protesizzazione, non è il Centro Specializzato piuttosto che il Chirurgo di fama o il produttore della protesi, che fà la differenza fondamentale nell’apprendimento della comunicazione, ma come il sordo viene seguito ed accompagnato in questo viaggio per lui molto faticoso.

Partiamo da due pressupposti fondamentali ed universali che riguardano tutti gli esseri viventi:

  • Ogni essere vivente ha necessità di comunicare;
  • Ogni creatura deve essere accompagnata nell’apprendimento della comunicazione.

Ora facciamo un esempio pratico per meglio comprendere come banalmente anche un udente ha problemi di comunicazione: Sei in un paese straniero di cui non conosci la lingua come comunichi? cade il presupposto verbale quindi per chiedere dove andare a mangiare, puoi usare una gestualità, mimando l’ atto di mangiare seguito da una espressività facciale che denota perplessità; hai usato una lingua dei segni improvvisata con dei gesti ed una pantomima che sono universali. Per chiedere dove sei, perchè ti sei perso, fai vedere una mappa seguito da una espressività facciale che denota perplessità; questa volta hai comunicato usando anche un altro mezzo, un disegno perchè anch’esso è universalmente riconosciuto.

Ma torniamo alle regole:

  1. Basare la comunicazione con linguaggi visivi universali quali disegni, gesti e soprattutto l’espressività del viso;
  2. L’apprendimento deve essere spontaneo ed il più possibile  naturale;
  3. Circondateli d’amore, di goia ed attenzioni, perche è facile che tendano ad isolarsi;
  4. Se genitori di bimbi con sordità incorsa precedentemente all’ uso del linguaggio verbale, usate inizialmente libri con figure, che rappresentano soggetti conosciuti e di facile pronuncia, e mostrate loro come muovete la bocca, magari esagerando i movimenti, in modo tale di stimolarlo per emulazione l’uso della muscolatura facciale e del movimento della lingua, fatelo in forma di gioco magari accompagnando i vostri movimenti con risate, ed i suoi con manifestazioni di entusiasmo e gioia in ogni suo progresso. Un esempio classico è il cane accompagnato dal suono “bau” o il gatto con “miao”, questo e un tragurdo abbastanza raggiungibile, che da il vantaggio al bambino di sentirsi capace, di credere in questo gioco, e di far nascere in lui la voglia di portare il gioco ad un livello sempre più alto,
  5. Se genitori all’inzio potrete essere, forse, più i loro logopedeisti e compagni di giochi, che i loro genitori, ma attenzione, questa condizione va assolutamnte ridotto nel tempo, e portata piano piano ad un più naturale e sano rapporto genitore-figlio;
  6. Non pensiate che basti portare il sordo a logopedia, per avere dei risultati, dovete “lavorare” soprattutto a casa e nel quotidiano; quindi, insistete sempre con gli operatori, che seguono il sordo, che vi diano indicazione su conme e cosa “lavorare”.
  7. Dedicate loro più tempo possibile, con continuità, e uniformandovi alle diretive di lavoro del/della Vostro/a Logopedista di riferimento.

Queste regole non vogliono essere la formula magica che risolve tutti i problemi ma di certo aiuteranno i sordi e voi stessi.

Commenti chiusi.

Valid XHTML 1.0 Transitional CSS Valido!